La festa dei giudei di San fratello in provincia di Messina è una tradizione antica, che affonda le sue radici nel medioevo e che è considerata una delle più antiche d’Italia.
Raccontare la festa dei giudei di San fratello non è impresa semplice. Si può raccontare come si svolge, cosa rappresenta, i simboli che indossano i Giudei che girano per le vie di san fratello, ma quello che è davvero difficile raccontare è il coinvolgimento delle persone, di chi apre le proprie case per ospitarli, di chi vive con loro la preparazione, di quello che si trasmette lungo che vie di San Fratello, tramite l’incedere di gruppi intenti a suonare le trombe o a far tintinnare la “disciplina”.
Impresa ancora più ardua è raccontare quello che viene vissuto da chi accorre da ogni parte per assistere a questa esperienza che si tramanda da secoli, di famiglia in famiglia, da padre in figlio.
Ascoltare i racconti dei Giudei, nei momenti che precedono la processione, permette di scoprire una piccola parte del mondo che c’è dietro. Ragazzi che, come molti, vivono e lavorano al Nord (ho avuto il piacere di conoscere Giuseppe, trapiantato a Bolzano) ma che ogni anno tornano a San Fratello per indossare i panni dei Giudei e andare in giro per le vie a suonare la caratteristica tromba.
Una di quelle manifestazioni a cui chiunque, almeno una volta nella vita, dovrebbe assistere.